Nella città dei cantieri niente sit-in animalisti, come invece accaduto a Trieste, davanti al tendone di Miranda Orfei. Allo spettacolo arrivano anche i bengalesi
Passa solo una cinquantina scarsa di chilometri tra Muggia e Monfalcone, ma nella città dei cantieri il Circo Miranda Orfei
non ha incontrato alcuna manifestazione da parte degli animalisti.
Anzi: il pubblico, tra il quale si sono viste anche delle famiglie
bengalesi, ha apprezzato le parti dello spettacolo che hanno come
protagonisti tigri, serpenti e coccodrilli. Senza contare lo spettacolo
di agility messo in scena da alcuni scatenatissimi barboncini. Peccato
che il numero degli spettatori non sia mai stato enorme, se si eccettua
il giorno del debutto, la scorsa settimana.
Eppure una volta non era così, ha detto in questi giorni qualcuno degli artisti con maggiore esperienza alle spalle. «Di fondo c’è il problema della crisi - afferma Orfei -, della perdita di potere d’acquisto. Il nostro è un prodotto “voluttuario” e quindi è qualcosa che ci si concede se si ha qualche euro in più in tasca».
A incidere sulla capacità di attrazione del circo, però, non è stata e non è solo la situazione economica difficile per molte famiglie, non solo italiane, come ha confermato anche l’ultima tournée europea. «Incide anche la perdita d’immagine dovuta appunto alle campagne contro l'utilizzo degli animali - spiega Orfei -, messe in atto da associazioni che assumono atteggiamenti un po’ troppo drastici. Lo so anch’io che l’animale del circo non è libero, ma è anche un animale nato in cattività da decine di generazioni e che non avrebbe speranza di sopravvivenza nel suo ambiente naturale. Se il danno è stato fatto, risale a cento anni fa, quando gli animali sono stati introdotti nei circhi». Fare a meno degli animali negli spettacoli, poi, è quasi impossibile, perché «questo ancora chiedono gli spettatori».
03/08/2016


Non che i circhi, anche il Miranda Orfei, non riescano ad attingere al Fondo unico dello spettacolo, in base alle normative esistenti, ma non si tratta di grandi cifre e in ogni caso parametrate ai costi sostenuti che, solo per quel che riguarda acqua, luce, occupazione di suolo pubblico, si aggira sul migliaio di euro al giorno. Senza contare, quindi, stipendi, mantenimento degli animali, gasolio per i mezzi, assicurazioni.