Il Circo Togni omaggia Maradona tra tango, leoni bianchi e Gauchos

Dal Paese di Maradona alla città che lo ha trasformato in mito: l’Argentina approda a Napoli non come suggestione esotica, ma come ritorno simbolico in uno dei suoi luoghi più riconoscibili al mondo



Il Circo Nazionale Lidia Togni inaugura dal 25 dicembre all’8 febbraio, nell’area di Fuorigrotta (Viale Giochi del Mediterraneo – Via Nuova Agnano), uno spettacolo che riporta nella capitale partenopea tango, pampa, folklore e un immaginario che continua a vivere nei quartieri, nei murales e nella memoria collettiva.

In un momento in cui l’Argentina è al centro dell’attenzione internazionale per riforme economiche, tensioni sociali e il rinnovato protagonismo sportivo della nazionale, la scelta del tema non risponde a logiche decorative, ma narrate: raccontare l’identità popolare del Paese attraverso numeri circensi che alternano acrobazie aeree, performance motoristiche, la presenza scenica del rarissimo leone bianco Simba, l’arrivo dei Gauchos, funamboli a nove metri d’altezza, la comicità di Lelé, la colonia di pinguini presentata da Sarah Pedersen e un corpo di ballo composto da artisti napoletani accompagnati dal vivo dal cantante Angelo Azzurro.

Per Napoli, il riferimento argentino non è nostalgia. Maradona, simbolo sportivo globale, continua a essere una chiave di lettura della città e dei suoi linguaggi popolari: passione, contraddizione, riscatto.

È su questa sovrapposizione culturale — più percepita nelle strade che nelle celebrazioni ufficiali — che si innesta la scelta del Circo Togni di portare in pista coreografie sudamericane accanto a narrazioni in dialetto napoletano.

«Napoli e l’Argentina condividono un immaginario che è diventato storia prima ancora che spettacolo — spiega Vinicio Togni, patron del Circo Nazionale Lidia Togni —. Non ci interessava riprodurre un folklore da cartolina, ma riflettere su un legame che la città vive quotidianamente, dal calcio alla cultura popolare. Il nostro lavoro mette a confronto due mondi che non si imitano: si riconoscono».

In un quadro internazionale in cui il Paese sudamericano è al centro di dibattiti economici e politici, la scelta di collocare questo spettacolo a Napoli assume il valore di una narrazione contemporanea e non commemorativa: l’Argentina come attualità, non come ricordo.

Ufficio Stampa Circo Lidia Togni


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