La direzione rivendica il valore culturale dell’attività circense e sottolinea il rispetto delle normative sul benessere animale: «Confronto basato su dati scientifici, non su pregiudizi»
Il Circo Rolando Orfei replica alle recenti dichiarazioni del Coordinamento No circo con animali che definiscono l’attività circense con animali una pratica “anacronistica”, rivendicando il valore culturale del circo e il rispetto delle normative sul benessere animale. La direzione sottolinea il ruolo dei controlli veterinari, dell’addestramento come stimolo comportamentale e dell’attività circense nella conoscenza e conservazione delle specie, chiedendo un confronto basato su evidenze scientifiche e dati oggettivi.
La nota stampa del Circo
In risposta alle recenti dichiarazioni pubbliche che definiscono l'attività circense con animali una "pratica anacronistica", si rende necessario ristabilire la verità dei fatti basandosi su rigorose evidenze scientifiche e sul quadro normativo vigente.
1. Fondamenti Giuridici e riconoscimento del Circo
Il circo è un'arte millenaria, patrimonio culturale riconosciuto. In Italia, la Legge 18 marzo 1968, n. 337, "Disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante", definisce il circo come un'attività di alto valore sociale e culturale. Tale status è stato ulteriormente ribadito e tutelato in diverse sedi istituzionali, riconoscendo il circo come una forma di spettacolo che contribuisce alla diversità culturale del Paese. Le normative attuali garantiscono che l'attività si svolga nel pieno rispetto del benessere animale, sotto la costante supervisione delle autorità veterinarie pubbliche (ASL).
2. Benessere Animale: la Scienza contro il Pregiudizio
Le accuse di maltrattamento sistematico sono prive di fondamento scientifico. Gli animali nei circhi moderni sono oggetto di cure specialistiche che rispettano i loro bisogni etologici.
Monitoraggio Veterinario:
Ogni circo che detiene animali è obbligato a conformarsi a rigidi protocolli di benessere, monitorati dai Servizi Veterinari delle ASL competenti per territorio.
Studi Etologici:
Contrariamente alle narrazioni semplicistiche, il rapporto tra l'addestratore e l'animale si fonda sulla fiducia e sul rinforzo positivo. Studi condotti da esperti di comportamento animale confermano che l'attività di addestramento rappresenta, per molte specie, uno stimolo mentale (enrichment) essenziale per prevenire comportamenti stereotipati dovuti alla noia o all'inattività.
Non identificare l'antropomorfismo con il benessere:
L'errore comune è quello di applicare emozioni umane a comportamenti animali. La scienza del comportamento animale ci insegna che il benessere si misura attraverso parametri oggettivi (salute fisica, parametri fisiologici, assenza di stress cronico), non attraverso il pregiudizio ideologico.
3. Il Ruolo Educativo e di conservazione
Il circo funge da importante ponte di contatto tra il grande pubblico e il mondo animale, specialmente nelle realtà urbane dove il legame con la natura è spesso reciso. Inoltre, i circhi collaborano attivamente alla conservazione delle specie, garantendo la sopravvivenza di molti animali attraverso programmi di gestione che si integrano con le moderne esigenze di conservazione ex situ.
Conclusione
Definire il circo "anacronistico" non è un'analisi critica, ma un tentativo di cancellare un comparto lavorativo che opera nel pieno rispetto delle leggi dello Stato e dei principi etici di tutela. Invitiamo al dialogo basato su dati oggettivi e non su campagne di disinformazione che ignorano il lavoro quotidiano, appassionato e normato di migliaia di professionisti.
Da "altarimini" del 13/08/2026
