Tradizione, spettacolo e una lunga storia internazionale. E' arrivato a Larino nell’area del vecchio comunale, lo storico complesso circense della famiglia Bizzarro, una delle realtà più longeve della tradizione circense italiana. Sotto l’imponente tendone, capace di trasformarsi in pochi istanti da semplice struttura itinerante a palcoscenico della meraviglia, il pubblico è stato accompagnato in un viaggio di circa due ore tra emozioni, abilità e spettacolo.
La storia del Circo Città di Roma affonda le proprie radici nell’Ottocento. È quella della famiglia Bizzarro, una tradizione tramandata di generazione in generazione e portata nel corso degli anni in numerose località italiane e internazionali. Un patrimonio fatto di passione, sacrificio e vita itinerante, ma soprattutto di un legame profondo con l’arte circense.
Ad attendere gli spettatori, una pista illuminata e sfavillante sulla quale si sono alternati giocolieri, acrobati, equilibristi, clown, trapezisti volanti e numerose altre attrazioni compresi gli animali del circo. Un susseguirsi di esibizioni nelle quali tecnica e spettacolarità si incontrano, regalando al pubblico un’esperienza capace di coniugare la tradizione del grande circo con lo stupore dello spettacolo dal vivo.
Nel corso della sua lunga attività, il Circo Città di Roma ha avuto modo di incontrare personalità di rilievo internazionale. Tra gli ospiti d’onore figura il Principe Ranieri di Monaco, insieme alla sua famiglia, con la quale la famiglia Bizzarro conserva ancora oggi un rapporto di reciproca stima e affetto. Non sono mancati, negli anni, anche importanti esponenti delle istituzioni internazionali: nel 2019 il circo ha accolto il capo della polizia algerina, mentre tra gli ospiti figura anche l’ambasciatore italiano ad Algeri.
La pista del circo ha inoltre visto esibirsi, nel corso degli anni, numerosi protagonisti dello spettacolo italiano, tra cui Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Walter Chiari, Giucas Casella, Silvan, Rita Pavone, Manuela Villa e Claudio Villa. Una storia che è stata raccontata anche attraverso la scrittura: Liliana Bizzarro, zia degli attuali protagonisti della famiglia, ha infatti dedicato un libro alla vita del circo, oggi disponibile nelle librerie. La vocazione internazionale è da sempre uno dei tratti distintivi del Circo Città di Roma. Nel corso delle sue tournée, la carovana Bizzarro ha attraversato numerosi Paesi, portando il proprio spettacolo in Marocco, nell’ex Jugoslavia, in Turchia, Egitto e Finlandia.
Nel 2015 è stata la volta della Tunisia, seguita da Malta nel 2016. Dal 2017 al 2019 il circo ha poi portato il proprio spettacolo in Algeria, tornando successivamente in Svizzera nel biennio 2020-2021.
Nel 2023 è iniziata una nuova tournée in Algeria, conclusasi con il rientro della compagnia in Italia nell’aprile del 2024. Un percorso internazionale che ha permesso alla famiglia Bizzarro di portare la propria tradizione circense ben oltre i confini nazionali, incontrando pubblici e culture differenti senza mai perdere il legame con le proprie radici. Nel corso della sua attività, il Circo Città di Roma ha partecipato anche a diverse produzioni televisive, con presenze e riprese per RAI e Mediaset, oltre alla partecipazione alla trasmissione Mattino Cinque. Tra i riconoscimenti ottenuti figura inoltre il premio “Circo per Eleganza Fiuggi”, testimonianza dell’apprezzamento maturato negli anni per lo stile e la qualità dello spettacolo.
Ora la carovana della famiglia Bizzarro è arrivata a Larino, portando con sé una storia iniziata oltre un secolo fa e ancora capace di rinnovarsi ad ogni tappa. Per tutti gli spettacoli in programma (vedere locandina), dunque, il grande tendone diventa una porta d’ingresso verso un mondo sospeso tra tradizione e fantasia: quello del circo, dove la fatica degli artisti resta dietro le quinte e, davanti agli occhi del pubblico, rimane soltanto la meraviglia.
C’è stato un tempo in cui l’arrivo del circo in città era un evento atteso per giorni. Per chi scrive, da bambino, lo era ancora di più. Oltre quarant’anni fa, quando i tendoni venivano allestiti nell’area dove oggi sorge il manufatto — ancora incompiuto — della nuova caserma dei Carabinieri, l’arrivo della carovana circense rappresentava una piccola festa. Si aspettava con impazienza di vederla arrivare: prima magari qualche roulotte, poi i grandi tir, uno dopo l’altro. E quel bambino, dalla finestra di casa nella centralissima via Giulio Cesare, rimaneva lì, incollato al vetro, fino a quando non era passato anche l’ultimo camion. Solo allora poteva tornare nella sua cameretta.
Ma, in realtà, il viaggio era appena cominciato. Nella sua fantasia prendeva forma lo spettacolo che avrebbe visto qualche giorno dopo. I colori, le luci, gli artisti, il tendone, la pista e gli animali. Tutto diventava immaginazione, attesa, meraviglia. A quei tempi al circo si poteva andare anche al mattino, insieme ai compagni di scuola, oppure la sera, quella rigorosamente del sabato, con mamma e papà. Erano momenti semplici, ma destinati a rimanere impressi nella memoria.
Oggi quel bambino ha 51 anni. Eppure, per qualche momento, è tornato bambino. Questa pomeriggio è andato a conoscere la famiglia del circo, con responsabilità e occhi naturalmente diversi da quelli di allora, ma con la stessa curiosità. Ha scambiato qualche parola, davanti a un caffè gentilmente offerto, con Cinzia e con uno dei proprietari del Circo Città di Roma. Perché un circo non si può raccontare davvero senza prima averne conosciuto, almeno per un momento, le persone.
Dietro quei grandi tendoni non ci sono soltanto luci, musica e spettacolo. Ci sono donne e uomini che hanno scelto una vita sempre in viaggio, una vita fatta di partenze, arrivi, montaggio e smontaggio, sacrifici e chilometri. Persone che da generazioni hanno trasformato il proprio lavoro in una missione: essere portatori di magia, di sorrisi, di emozioni. Quelle emozioni che, forse, soltanto sotto un tendone si riescono ancora a provare. E poco importa se a viverle è un bambino di nove anni o un uomo di 51. L’emozione, quella vera, non ha età.
L’incontro con la famiglia Bizzarro è stato dunque anche un piccolo viaggio nel tempo. Un modo per ritrovare, per qualche istante, quel bambino che aspettava dietro una finestra il passaggio dell’ultimo tir e già immaginava ciò che sarebbe accaduto sotto quel grande tendone. E alla fine è arrivata anche una promessa: tornare presto al circo, questa volta per sedersi tra il pubblico e assistere allo spettacolo. Perché certe storie, anche dopo quarant’anni, meritano di essere vissute di nuovo.
Di Nicola De Francesco per "nelmolise" del 05/09/2026

